È consigliabile investire in Borsa su Vivendi? Analisi e consigli per il 2024

Vivendi occupa una posizione singolare sulla borsa parigina. Il gruppo controllato dalla galassia Bolloré raggruppa attivi nei media, nell’editoria, nella pubblicità e nell’intrattenimento, ma la sua valutazione di mercato rimane nettamente inferiore alla somma stimata delle sue parti. Questa situazione, nota come sconto di holding, concentra l’attenzione degli investitori da diversi trimestri.

Sconto di holding Vivendi: perché il corso non riflette il valore degli attivi

Il mercato valuta Vivendi ben al di sotto di ciò che rappresenterebbero le sue filiali se fossero quotate separatamente. Canal+, Havas, Lagardère, le partecipazioni residue in UMG: sommati, questi attivi pesano sensibilmente di più della capitalizzazione di mercato del gruppo.

Questo sconto non è un incidente. Esso traduce la diffidenza di una parte degli investitori nei confronti delle strutture di holding complesse, dove la leggibilità finanziaria si perde nelle partecipazioni incrociate e nei flussi intragruppo. Gli analisti che seguono il dossier segnalano regolarmente il divario tra il valore intrinseco stimato e il corso quotato.

Per chi è interessato ai pareri sulla borsa Vivendi, questo sconto costituisce il primo parametro da comprendere prima di qualsiasi decisione di investimento. Può rappresentare un’opportunità se si riduce, o una trappola se le ragioni strutturali persistono.

Consulente finanziario che presenta un'analisi di borsa su schermo digitale in una sala di trading

Scissione di Vivendi in tre entità quotate: cosa cambia per l’azionista

Il management ha confermato un progetto di scissione in tre società quotate distinte. La prima raggrupperebbe Canal+ e StudioCanal, la seconda Havas, e la terza un veicolo che raccoglie gli altri attivi, tra cui Lagardère.

L’obiettivo dichiarato è di far scomparire lo sconto di holding dando a ciascuna entità una quotazione propria, una governance dedicata e conti leggibili. Sulla carta, il ragionamento tiene: le società mono-attività attraggono investitori specializzati e si valorizzano meglio di conglomerati opachi.

I limiti dello scenario di creazione di valore

I dati disponibili non consentono di concludere che la scissione produrrà meccanicamente un guadagno per l’azionista. Diverse incertezze persistono:

  • La liquidità di ciascuna nuova entità quotata dipenderà dalla sua dimensione e dall’interesse degli investitori istituzionali, che potrebbero rimanere cauti di fronte a capitalizzazioni più modeste.
  • Le sinergie tra filiali (condivisione di contenuti, acquisti collettivi di diritti, vendite incrociate pubblicitarie) potrebbero indebolirsi una volta che le entità saranno separate, riducendo così il vantaggio operativo del gruppo integrato.
  • Il calendario e le condizioni esatte della scissione rimangono soggetti a validazioni regolamentari e a un voto degli azionisti, il che introduce un rischio temporale non trascurabile.

La scissione non garantisce la scomparsa dello sconto: essa sposta il problema verso tre entità che ciascuna dovrà dimostrare la propria capacità di generare valore in modo autonomo.

Controllo di fatto di Bolloré su Vivendi: il rischio legale che il mercato sottovaluta

Oltre alla struttura finanziaria, un contenzioso legale pesa sul dossier. La questione del “controllo di fatto” esercitato dal gruppo Bolloré su Vivendi è stata portata davanti alla Corte d’appello di Parigi. Il fondo attivista CIAM sostiene che Bolloré esercita un controllo effettivo che avrebbe dovuto innescare un offerta pubblica obbligatoria agli azionisti minoritari.

Se la giustizia confermasse l’esistenza di tale controllo di fatto, l’AMF potrebbe essere chiamata a imporre un’offerta ai minoritari a un prezzo che riflette un premio di controllo. Questo scenario rappresenta un serbatoio di valore potenziale per l’azionista individuale.

Un epilogo incerto

I feedback sul campo divergono su questo punto. Alcuni analisti ritengono che la probabilità di un’offerta obbligatoria rimanga bassa, poiché la giurisprudenza francese è restrittiva sulla nozione di controllo di fatto. Altri stimano che l’accumulo di indizi (peso di Bolloré nel consiglio, nomina dei dirigenti, orientamento strategico) potrebbe questa volta essere sufficiente a caratterizzare questo controllo.

Questo contenzioso crea un’asimmetria di rendimento: in caso di rigetto, il corso non dovrebbe scendere significativamente, poiché il mercato non valuta questo scenario. In caso di convalida, la rivalutazione potrebbe essere sostanziale.

Concentrazione dei media e pressione regolamentare: un contesto politico da monitorare

Vivendi opera in un ambiente regolamentare teso. La concentrazione dei media sotto l’egida di Bolloré (CNews, Canal+, Europe 1, il JDD, Paris Match tramite Lagardère) suscita interrogativi da parte del regolatore audiovisivo e del legislatore.

Già sono state emesse diffide per violazione del pluralismo. Il dibattito parlamentare sulla concentrazione dei media rimane attivo, e qualsiasi evoluzione legislativa vincolante potrebbe forzare cessioni di attivi o imporre obblighi editoriali costosi.

Per l’investitore, il rischio regolamentare pesa sulla valutazione degli attivi media del gruppo. Un obbligo di cedere alcune attività modificherebbe il perimetro della scissione e, di conseguenza, il valore attribuibile a ciascuna entità.

Telefono che mostra un portafoglio borsistico e un giornale finanziario francese su un tavolo per analizzare un investimento in Vivendi

Investire nell’azione Vivendi nel 2024: i parametri decisionali

Il dossier Vivendi non si riassume in un’analisi fondamentale classica (utile per azione, crescita del fatturato, rendimento del dividendo). Esso si basa su tre variabili interdipendenti che condizionano l’essenziale del potenziale di rivalutazione:

  • La riduzione effettiva dello sconto di holding, che dipende dal successo della scissione e dall’accoglienza del mercato per ciascuna entità separata.
  • Il risultato del contenzioso sul controllo di fatto, il cui calendario giudiziario rimane imprevedibile.
  • L’evoluzione del quadro regolamentare sulla concentrazione dei media, suscettibile di modificare il perimetro del gruppo.

Nessuna di queste tre variabili offre certezza. Il titolo si rivolge quindi a investitori capaci di sopportare una volatilità legata a eventi binari (scissione convalidata o rinviata, sentenza favorevole o sfavorevole, nuova regolamentazione o status quo).

Un investitore che entra in Vivendi acquista meno un’azienda che un insieme di scommesse su esiti legali, regolamentari e finanziari. Lo sconto attuale remunera questo rischio, ma può anche perdurare se i catalizzatori tardano a materializzarsi.

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