Il Real Madrid ha superato la soglia di 1,2 miliardi di euro di ricavi annuali nell’esercizio 2025-26, il che riposiziona la lettura della sua massa salariale. Le spese per il personale (sportivo e non sportivo) sono passate da circa 509 milioni di euro a 561 milioni di euro in un anno, con un aumento di 52 milioni di euro.
Il rapporto stipendi/ricavi rimane comunque contenuto attorno al 36% dei costi totali, un livello nettamente inferiore a quello del Manchester City o del FC Barcelona, dove gli stipendi superano la metà delle spese.
Rapporto massa salariale/ricavi del Real Madrid: perché il club rimane sottoesposto
La progressione della massa salariale in valore assoluto nasconde un fenomeno strutturale che le analisi incentrate sugli stipendi individuali ignorano. I ricavi crescono più velocemente degli stipendi, il che comprime il rapporto salariale di esercizio in esercizio. Il nuovo Santiago Bernabéu, con i suoi ricavi da matchday e eventi, alimenta questa dinamica.
Incluso l’ammortamento dei trasferimenti su tutte le sezioni, il costo sportivo totale (stipendi più ammortamenti) raggiunge circa 618 milioni di euro per il 2025-26. Osserviamo che questo numero, rapportato al fatturato record, colloca il club in una zona di comfort finanziario che pochi concorrenti europei possono rivendicare. Quando si analizza la massa salariale del Real Madrid nel 2026, si nota che la piramide salariale rimane molto concentrata su tre o quattro giocatori, il che semplifica le future decisioni.
Il tetto salariale imposto dalla Liga (limite di costo della rosa) si basa proprio su questo rapporto. Il Real Madrid ha un margine significativo rispetto a questo tetto, mentre il Barcellona ha dovuto ricorrere a leve economiche per registrare i suoi acquisti nelle ultime stagioni.

Piramide salariale Real Madrid 2026: concentrazione sul trio Mbappé, Vinicius, Bellingham
Kylian Mbappé domina la griglia con lo stipendio settimanale più alto dello spogliatoio. Jude Bellingham completa il duo di testa. Questi giocatori assorbono una parte sproporzionata dell’envelope salariale.
Il resto della rosa si colloca su fasce nettamente inferiori. Profili come Aurélien Tchouaméni o Eduardo Camavinga hanno ottenuto rivalutazioni significative, ma rimangono distanti dal duo offensivo. Questa architettura ha un vantaggio: limita il numero di contratti difficili da assorbire in caso di inversione economica.
- Mbappé e Bellingham concentrano la maggior parte della massa salariale offensiva.
- Tchouaméni e Camavinga hanno accettato prolungamenti con rivalutazione, ma su livelli compatibili con il tetto della Liga.
Trasferimenti a parametro zero e impatto sulla griglia salariale
La strategia dei trasferimenti a parametro zero redistribuisce il costo di acquisizione verso lo stipendio. Il risparmio sull’indennità di trasferimento si riflette nella retribuzione settimanale, gonfiando la massa salariale lorda senza generare ammortamento contabile. Sul piano del fair play finanziario, questo modifica la ripartizione tra spese salariali e ammortamenti, ma non l’envelope globale di costo sportivo.
Scadenze contrattuali 2027 al Real Madrid: una leva di gestione finanziaria
Diversi contratti scadono nel 2027. Queste scadenze rappresentano una leva di gestione importante per la direzione finanziaria del club.
Liberare stipendi nell’estate 2027 aprirebbe un margine che permetterebbe di finanziare un acquisto di primo piano o di assorbire la rivalutazione di un elemento esistente. Il club ha sistematicamente anticipato queste finestre dalla presidenza Pérez, avviando le trattative di prolungamento almeno diciotto mesi prima della scadenza.
Il caso Rodrygo, Militão e Mendy illustra un’altra realtà. I loro contratti rispettivi pongono la questione del valore di mercato residuo rispetto allo stipendio versato. Un giocatore il cui stipendio supera il suo valore di rivendita diventa un attivo illiquido, il che limita le opzioni di mercato.

Tetto salariale Liga e margine del Real Madrid rispetto al FC Barcelona
La Liga impone un sistema di controllo economico unico in Europa: ogni club riceve un tetto di costo della rosa ricalcolato ogni stagione in base ai suoi ricavi, spese e debiti. Il Real Madrid beneficia del tetto più alto del campionato, alimentato dai suoi ricavi commerciali record e dall’assenza di indebitamento strutturale legato a leve economiche.
Il Barcellona, al contrario, ha dovuto cedere diritti televisivi e attivi commerciali per aumentare artificialmente il suo tetto. Il Real Madrid non ha attivato alcuna leva di questo tipo, il che preserva i suoi ricavi futuri e la sua capacità di investimento a medio termine.
Questa differenza strutturale spiega perché il Real possa assorbire stipendi elevati su contratti lunghi senza indebolire la sua posizione normativa. Il rapporto del 36% di spese salariali rispetto ai costi totali lascia un margine che pochi club europei possiedono, inclusa la Premier League dove il Manchester City supera regolarmente il 50%.
Proiezione sulla stagione 2026-27
La massa salariale dovrebbe ancora progredire con gli effetti a pieno anno dei prolungamenti di Tchouaméni e Camavinga, ma la crescita dei ricavi del nuovo Bernabéu (ospitalità, concerti, eventi) dovrebbe mantenere il rapporto sotto controllo. Il vero rischio non risiede nel livello assoluto degli stipendi, ma nella capacità del club di mantenere la traiettoria di ricavi che li giustifica.
Se i ricavi da matchday o commerciali subissero un rallentamento, la rigidità dei contratti lunghi limiterebbe i margini di manovra. Per ora, il Real Madrid gestisce la sua massa salariale con una disciplina finanziaria che i suoi concorrenti diretti faticano a replicare.



